Aziende vogliono taglio costo del lavoro, non licenziare

(ANSA) – ROMA, 20 MAR – “Fossi nei panni di Matteo Renzi farei anch’io il gioco dei numeri. Il Premier ha ovviamente interesse a dimostrare che le cose funzionano. Rispetto ai dati Inps resi noti nei giorni scorsi che parlano di domande di assunzione da parte di 76.000 aziende, bisogna chiedersi quale sia la qualita’ di questa occupazione”. Lo ha dichiarato il Presidente della Commissione Lavoro della Camera CesareDamiano, durante l’iniziativa di presentazione del “Manifesto del lavoro per la Basilicata”, organizzata a Potenza dai Consulenti del lavoro regionali.

“Secondo i consulenti del lavoro – ha spiega Damiano – la proiezione occupazionale di queste domande prevederebbe circa 276.000 assunzioni a tempo indeterminato, l’80% delle quali sono trasformazioni dei contratti a termine di persone gia’ al lavoro.

Quindi i neo assunti aggiuntivi sono circa 54mila”.

“E’ ovvio – ha proseguito il presidente della Commissione Lavoro – che e’ meglio avere un contratto a tempo indeterminato rispetto a un impiego precario, ma bisogna anche chiedersi per quale motivo un imprenditore assume. Non ci sono sgravi fiscali che tengano, se l’azienda non ha bisogno di lavoro e se ne ha bisogno e’ perche’ c’e’ una produzione aggiuntiva. Vuol dire che in questa situazione iniziamo a vedere un po’ di ottimismo”.

“Va anche detto che le cifre dell’Inps si riferiscono al periodo precedente al 7 marzo, quindi prima dell’attuazione del contratto a tutele crescenti: si tratta dunque di assunzioni con le tutele dell’articolo 18, il che dimostra che agli imprenditori interessa un costo del lavoro piu’ basso e non la diminuzione delle tutele in caso di licenziamento”, ha concluso Cesare Damiano. (ANSA).

 

PH 20-MAR-15 15:18 NNNN