(ANSA) – ROMA, 8 MAG – “Condivido il tema della poverta’ proposto da Roberto Speranza: si tratta di un argomento prioritario che va affrontato con urgenza per ridare il senso della giustizia sociale a un Paese smarrito e in difficolta’”. Lo dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. “La proposta del reddito minimo – spiega Damiano – non puo’ essere la soluzione valida per tutte le situazioni perche’ ci troviamo di fronte a platee che non sono omogenee e che hanno bisogno di interventi ad hoc. Esistono situazioni endemiche di disagio e di marginalita’ sociale: genitori disoccupati o con attivita’ occasionali e figli che non studiano e che non lavorano. In questo caso e’ giusto un reddito minimo finanziato dalla fiscalita’ generale”. “C’e’ – continua Damiano – la situazione relativa ai cosiddetti ‘incapienti’, persone con un reddito cosi’ basso che non debbono pagare le tasse. In questa categoria ci sono circa 5.800.000 pensionati che arrivano fino a 600 euro netti mensili: a questi cittadini va prima rivalutato e poi indicizzato meglio l’assegno pensionistico”. “Infine ci sono i cosiddetti ‘nuovi poveri’, lavoratori vittime della riforma delle pensioni targata Monti, che hanno perso il lavoro intorno ai 60 anni e che debbono aspettare 5 o 6 anni prima di poter andare in pensione. Consumati i risparmi di una vita, compreso il Trattamento di fine rapporto, entrano in una condizione di disagio e di sofferenza. A queste persone non va data assistenza, ma il sacrosanto diritto di andare in pensione in anticipo rispetto alla attuale normativa”, conclude Cesare Damiano. (ANSA).
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