Pensioni: Damiano, Renzi non ci accusi, votammo per lealta

(ANSA) – ROMA, 9 MAG – “Quando il Governo Monti presento’ la proposta di blocco della indicizzazione delle pensioni, i parlamentari del Pd della Commissione Lavoro della Camera si opposero e denunciarono il rischio di incostituzionalita’ della misura”. lo dichiara Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera. “La proposta iniziale – ricorda Damiano – partiva addirittura da due volte il minimo, meno di 1.000 euro lordi mensili e, grazie alla nostra battaglia, la soglia fu portata a tre volte. Con il Governo Letta l’indicizzazione, dopo un altro lungo braccio di ferro, fu parzialmente ripristinata differenziandola per fasce di reddito”.

“Quando Renzi si insedio’ al Governo – continua Damiano – condivisi, non a caso, la sua affermazione ‘basta con i tecnici, che hanno provocato tanti danni in Italia e in Europa…’.

Adesso il Premier non puo’ pero’ accusarci di aver votato allora a favore del provvedimento: lo abbiamo fatto, come abbiamo votato oggi a favore delle norme del Jobs Act, dopo le aspre battaglie per correggere i rispettivi provvedimenti, con tutti i dubbi e le riserve del caso, ma seguendo quel principio di lealta’ nei confronti dei Governi partecipati o addirittura guidati dal Pd.

Principio al quale si e’ piu’ volte appellato il Premier”.

“Come affermiamo da tempo, inoltre, la riforma delle pensioni targata Monti non regge piu’: non solo per le indicizzazioni, ma anche per il repentino innalzamento dell’eta’ pensionabile oltre i 66 anni di eta’ che sta bloccando il turnover nelle aziende a danno dell’occupazione dei giovani e creando nuovi poveri tra coloro che perdono il lavoro e debbono aspettare anche 5 o 6 anni per andare in pensione”, conclude CesareDamiano. (ANSA).