Lavoro: Damiano, deroghe sui minimi? Rischio spietato dumping

(v. Ichino, serve legge nazionale per stipendi…delle 10,20)    (ANSA) – ROMA, 23 MAG – “Noi stiamo con i giudici che continuano ad interpretare i minimi tabellari come i parametri per l’applicazione dell’articolo 36 della Costituzione, quello che stabilisce il diritto del lavoratore alla ‘giusta retribuzione’. Non condividiamo, quindi, l’opinione del senatore Ichino che vorrebbe che nei contratti aziendali fosse possibile derogare anche la retribuzione”. Lo dice il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano che sottolinea come “l’inderogabilita’ del salario e’ anche ribadita dall’Accordo del 2011 tra sindacati confederali e Confindustria”. “Mi auguro – aggiunge Damiano – che a nessuno venga in mente di metterla in discussione con un intervento legislativo”. “Per quanto riguarda il compenso orario minimo – prosegue il presidente della commissione Lavoro della Camera – occorre ricordare che nel Jobs Act la sua attuazione, per espressa volonta’ del Pd, e’ circoscritta ai lavoratori che non sono contrattualizzati. E’ escluso, quindi, che diventi ‘il minimo dei minimi’ perche’ equivarrebbe alla cancellazione dei contratti nazionali di lavoro”. “Lasciare la regolazione del salario e dei diritti a livello aziendale e renderli derogabili, significherebbe dare corso ad una colossale operazione di concorrenza a spese dei lavoratori, con l’inevitabile prevalere di una logica di spietato dumping sociale” conclude il deputato Pd. (ANSA).
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