(ANSA) – ROMA, 2 GIU – “Un tempo si faceva l’analisi del voto dopo ogni elezione importante. Si trattava di un esame qualitativo e quantitativo che doveva servire a confermare o a correggere la rotta. I risultati di ieri ci dicono che nel Pd sarebbe necessaria almeno una messa a punto”. Lo dichiara Cesare Damiano, deputato del Partito Democratico.
“Il calo di consensi – spiega Damiano – e’ innegabile, un calo a cui non siamo sfuggiti, registrato da tutte le forze politiche, a eccezione della Lega, e la crescente disaffezione degli elettori nei confronti dei partiti che si evidenzia con circa il 50% di astensioni. Il risultato per il Partito Democratico – continua il deputato democratico – che passa in due tornate elettorali da 6 a 10 governatori in 12 Regioni, e’ innegabile ma non sufficiente ad archiviare una discussione necessaria”.
“Il mancato voto al Pd – aggiunge – di una parte di elettori che tradizionalmente vota a sinistra (lavoratori dipendenti, insegnanti e pensionati), indica quanto sia necessaria la ricostruzione dell’unita’ e il coinvolgimento nelle decisioni del Parlamento e delle parti sociali se si vuole consenso e coesione nel Paese. Parole come asfaltare, tirare dritto e nessuna trattativa, andrebbero cancellate dal nostro vocabolario”, conclude Damiano.(ANSA).
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