(ANSA) – ROMA, 5 LUG – “La Direzione del PD di ieri è stata una occasione perduta, un dialogo tra sordi. Rende bene l’idea un celebre aforisma di Alessandro Manzoni: La ragione e il torto non si dividono mai con un taglio così netto che ogni parte abbia soltanto dell’uno e dell’altra. Siamo pronti a prenderci la nostra dose di colpa di fronte alla sconfitta delle amministrative, ma la responsabilità maggiore e la scelta di fare una mossa di apertura sta a chi ha il compito di dirigere il Governo e il Partito”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Ci saremmo aspettati da Renzi – prosegue – una maggior attitudine alla riflessione e all’autocritica. Tirare dritto come se niente fosse non ci farà sicuramente bene”. “Il ‘Cantiere Sociale’ del Premier – spiega Damiano – non può ridursi soltanto alla narrazione di quello che è già stato fatto. Occorre avere anche chiaro quali sono i limiti e le contraddizioni dell’azione sociale del Governo e la percezione della domanda di maggiore giustizia ed eguaglianza che ci giunge da molti cittadini. Renzi critica chi non ha proposte alternative: sui temi del lavoro, della povertà e delle pensioni noi le abbiamo e sono noti da tempo”. “Siamo pronti, in qualsiasi momento, ad un confronto sui contenuti che sia anche capace di ricostruire un orizzonte unitario del PD sui temi sociali”, conclude. (ANSA)
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