MANOVRA, DAMIANO: “PER PENSIONI 7 MILIARDI IN 3 ANNI”

(9Colonne) Roma, 19 ott – “Nella legge di Bilancio, di cui, però, nessuno conosce il testo per ora, la parte relativa alla previdenza ha un’indiscutibile rilevanza. Sette miliardi in tre anni sono risorse significative per affrontare una serie di problemi di tutto rilievo: dalle pensioni basse alla possibilità di anticipare l’uscita dal lavoro, dal cumulo gratuito al blocco dell’aspettativa di vita per i lavoratori che svolgono attività usuranti, dalla soluzione per facilitare il pensionamento dei precoci alla definizione di un elenco di lavori gravosi ai quali garantire forme di flessibilità agevolata nel pacchetto. Insomma, le novità positive non mancano. Però restano alcune criticità che cercheremo di sistemare. Mi riferisco al requisito contributivo dei 36 anni richiesto per l’Ape agevolata: è un limite incongruo e va modificato. Anche solo portarlo a 35 sarebbe un passo in avanti. Si tratta, poi, di precisare meglio alcune platee dei lavoratori impegnati in attività qualificate come gravose: per esempio per gli infermieri. Se no si rischiano esclusioni ingiustificate. Vanno ampliate, per di più, le scadenze dell’ottava salvaguardia e utilizzati i risparmi dell’Opzione Donna per la sua proroga al 2016”. Così Cesare Damiano, ex ministro del Welfare e presidente della Commissione Lavoro di Montecitorio, in una intervista al Quotidiano Nazionale, commenta il pacchetto pensioni della manovra.
“Proprio come Pd abbiamo presentato una proposta di legge che prevede un prelievo straordinario per le pensioni (compresi i vitalizi) per la parte eccedente i 5 mila euro netti mensili”. Nell’intervista, sottolinea che se per ragioni di legittimità costituzionale non è stato o non può essere possibile prorogare l’attuale contributo sulle cosiddette rendite d’oro, questo non impedisce di esplorare altre strade. Come appunto l’iniziativa legislativa del gruppo dei democratici della Camera. E aggiunge: “Non so quanto sia giuridicamente fondata la strada della proroga. Ritengo, dunque, che nulla vieti di studiare, nel caso, altre soluzioni alternative. Io, comunque, ricordo che da ministro del Lavoro nel 2007 ho bloccato per un anno la rivalutazione delle pensioni superiori a 8 volte il minimo, pari a circa 4 mila euro lordi”. E conclude: “Penso che anche in futuro, se vogliamo dare una pensione di garanzia ai giovani, si porrà inevitabilmente il tema della solidarietà”. (red)