(ANSA) – ROMA, 8 NOV – “I partiti moderni non hanno più il cemento dell’ideologia o quello di un programma fondamentale identitario. Al massimo si condivide una piattaforma elettorale. Si tratta sicuramente di un limite, ma questa è la realtà”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “La ricerca di una identità di sinistra per il PD, non contraddittoria – prosegue – richiederà ancora parecchio tempo. Nell’attuale situazione è evidente che un grande partito del 30% è un insieme di soggetti, di personalità e di idee molte volte contrapposte. Se non si riscopre una vocazione alla tolleranza e al confronto, se non si riesce a ricostruire una comunità capace di fare sintesi e di trovare i giusti compromessi, inevitabilmente ci si dividerà”. “Renzi è Presidente del Consiglio e segretario del Partito – continua Damiano – e avendo questa investitura e dovendo svolgere questi compiti non può essere un capo corrente e, come dice Macaluso, non può essere divisivo”. “Se non si cambia rotta rapidamente, anche utilizzando la positiva opportunità rappresentata da una Legge di Bilancio che punta sulla crescita e sull’equità sociale, dopo il 4 dicembre, comunque vada, raccoglieremo soltanto macerie. Il documento che anche Cuperlo ha firmato, adesso deve vivere nelle scelte politiche che il PD dovrà fare nei prossimi mesi”, conclude. (ANSA).
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