SICUREZZA E GIUSTIZIA PER IL LAVORO

Gaetano D’Ambra, secondo ufficiale di coperta, di Lipari, Christian Micalizzi, primo ufficiale di Messina, Santo Parisi, operaio di Terrasini. Sono morti ieri mentre eseguivano lavori di manutenzione di una cisterna del traghetto Sansovino, della Caronte & Tourist, ex Siremar, nel porto di Messina. Un altro marittimo, Ferdinando Puccio, è ricoverato in gravi condizioni. Ancora una volta dobbiamo onorare alcune vittime di incidenti sul lavoro e riflettere sul perché questo accada ancora.
Nella stessa giornata abbiamo avuto notizia degli sviluppi del processo Eternit: senza dilungarsi nei dettagli procedurali, si parla di derubricazione delle accuse, di smembramento del procedimento, di trasmissione degli atti ad altre procure e di prescrizione. Come legislatore, impegnato da tutta una vita – sindacale prima, politica poi – per il lavoro, ritengo che non si debba mai rinunciare a una sola azione per sostenere la sicurezza e la legalità. Come sostengono i sindacati dei lavoratori, credo che si debbano sconfiggere le lentezze nell’applicazione delle regole sulla prevenzione: vogliamo ricordare che quello dei porti e della navigazione è uno dei settori in cui accadono più spesso incidenti sul lavoro. Si deve completare la normativa sui porti e vanno intensificati e razionalizzati i controlli.
Ancora: la certezza del diritto. I parenti delle vittime dell’Eternit hanno di fronte a sé i tempi incerti della giustizia, che resta un problema fondamentale è ancora irrisolto del nostro Paese. Un progresso della legalità e della qualità della giustizia – nei tempi e nei risultati – è decisivo per guardare al futuro e per tutelare adeguatamente i cittadini e i lavoratori.