NOVE ANNI DOPO LA STRAGE DELLA THYSSEN KRUPP

Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007, nello stabilimento siderurigico Thyssen Krupp di Torino, scoppiò l’incendio che causò la morte di Antonio Schiavone,  Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo e Bruno Santino e in cui rimase gravemente ferito Antonio Boccuzzi.
Molte cose scaturirono da quella tragedia del lavoro, come la vicenda giudiziaria che si è chiusa, seppur in modo insoddisfacente, nel maggio di quest’anno, con la condanna definitiva dei responsabili stabilita dalla Corte di Cassazione. Nel 2008, sull’onda dell’allarme e dell’indignazione generate da quell’incidente, approvammo il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Successivamente ci fu la chiusura definitiva di quell’impianto: un altro pezzo strappato al tessuto industriale della città di Torino e del nostro Paese.
“Non riusciamo ancora ad arginare gli incidenti sul lavoro, si muore sempre allo stesso modo” ha detto ieri il collega Antonio Boccuzzi, unico sopravvissuto alla strage, oggi deputato del PD. La precarietà, l’incuria, l’illegalità continuano a ferire e uccidere nei luoghi di lavoro in Italia. La lotta per la salute e la sicurezza devono continuare e su questo non risparmieremo il nostro impegno e le nostre energie.