(ANSA) – ROMA, 30 DIC – “Sul Corriere della Sera di oggi Massimo Franco sostiene che la ‘discontinuità’ rimane ancora una parola tabù nel Partito Democratico e, al tempo stesso, ha rilevato come la visione di Gentiloni, espressa nel discorso di fine d’anno, corrisponda più a quella di Mattarella che a quella di Renzi. Concordo. Questa contraddizione consolida la mia opinione circa il fatto che sia proprio la ‘discontinuità’ il punto di partenza per rifondare il Pd e caratterizzarlo su contenuti di partecipazione e di lotta alle crescenti disuguaglianze”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Ho apprezzato all’Assemblea nazionale del Pd, il discorso ‘zen’ di Renzi – prosegue – ma dalle parole si tratta adesso di passare ai fatti. Sui temi sociali e del lavoro molti nodi stanno venendo al pettine: occorre limitare l’uso dei voucher, reintrodurre la responsabilità solidale negli appalti e correggere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Preoccupa la recente sentenza della Cassazione che giustifica i licenziamenti non a fronte di una crisi aziendale, ma in nome di una esigenza di maggiore profitto aziendale. Sentenza grave che risente di un clima politico e sociale che ha relegato agli ultimi posti la tutela del lavoro”. “Anche per questo il Jobs Act non può essere considerato un tabù: dal Governo Gentiloni ci aspettiamo che non si chiudano gli occhi di fronte alla crescita dei licenziamenti disciplinari e alla necessità di ricondurre i licenziamenti collettivi alle tutele che esistevano prima del Jobs Act”, conclude.
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