POLETTI, CAMUSSO, FURLAN E BARBAGALLO A “EMERGENZA LAVORO”

Ph. Maurizio Riccardi

(ANSA) – ROMA, 30 GEN – I voucher saranno riportati al loro “spirito originario” per retribuire il lavoro accessorio e occasionale: il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, indica in questa direzione il nuovo intervento normativo per modificare i buoni lavoro. Voucher che la Cgil chiede di cancellare con il referendum ammesso dalla Corte costituzionale e che, in questo modo, si cerca di disinnescare. Ospite di un seminario promosso dal Pd sull’emergenza lavoro, insieme ai leader di Cgil, Cisl e Uil, il ministro ha rimarcato l’intenzione di intervenire per rivedere questo strumento e ha sottolineato che “c’e’ un dialogo con il Parlamento” per definire le “modalita’”. Ad ottobre scorso sono entrate in vigore le norme sulla tracciabilità dei voucher, introdotte con il primo decreto correttivo del Jobs act, che – ha ricordato Poletti – ne hanno “fermato la corsa” al rialzo. Ma, ha proseguito sottolineando che si è in presenza di primi risultati e quindi bisogna essere “cauti”, “pensiamo di dover intervenire con modifiche normative per andare nella direzione di riportare i voucher allo spirito originario, cioé per il lavoro accessorio e occasionale”. Sara’ un intervento “di ordine generale sull’utilizzabilità da parte delle imprese”, ha detto ancora il ministro. Se si tratterà di escludere alcuni settori, come l’edilizia, o di prevedere un tetto sull’utilizzo in tutti i settori, il ministro ha detto che “non è ancora deciso”. Così come “non è chiaro” lo strumento legislativo attraverso il quale le modifiche saranno introdotte. Di certo, come ha ribadito il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, non saranno sufficienti piccoli ritocchi per evitare il referendum. I voucher vanno aboliti e, in sostanza, va riconosciuto un ‘contratto ad hoc’ per i lavori occasionali: la condizione per rinunciarvi, ha infatti detto Camusso, è “che si faccia un istituto per i lavori occasionali che non sia malato come quello attuale”, che “davvero” si riferisca a queste prestazioni e “non sia invece una forma di dumping rispetto alle altre forme contrattuali”. Camusso ha anche bocciato l’ipotesi di introdurre dei tetti sul monte ore aziendale: “nello stesso momento in cui si dice che c’è una quota dipendenti per ogni azienda” che può ricorrere ai voucher, “non stiamo più parlando di lavoro occasionale ma di una ulteriore forma di precarietà e di abbassamento delle condizioni dentro i luoghi di lavoro”. La segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, ribadisce la posizione secondo cui “possiamo riportare i voucher alla loro origine, quella della legge Biagi, anche con una legge di due righe”, ponendo fine al loro uso “distorto”, perché “c’è differenza nell’usare i voucher per pagare uno studente che per pochi giorni fa la vendemmia e un operaio edile”. Referendum o meno, il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, insiste sull’urgenza di una modifica “radicale” dei voucher ed un confronto con il governo. “Chiediamo di convocarci per farci capire cosa intende fare”, ha detto. “Incontreremo” le parti sociali sulle politiche attive, la previdenza ed anche sui voucher, ha assicurato Poletti. (ANSA).