DAMIANO: “NO VOTO A GIUGNO E PER PALAZZO CHIGI NON C’È SOLO RENZI”

Roma, 4 feb. (askanews) – Il voto a giugno sarebbe sbagliato, meglio andare alla scadenza naturale della legislatura, per affrontare i diversi problemi urgenti sul tavolo, magari anche cominciando a prendere in considerazione una leadership diversa da quella di Matteo Renzi. Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, interpellato al telefono risponde così quando gli viene chiesto di commentare l’ipotesi di elezioni anticipate: “Non vedo l’urgenza di andare al voto entro il mese di giugno. Preferirei una conclusione naturale della legislatura. Oltre all’esigenza di avere una legge elettorale omogenea tra Camera e Senato, come ci chiede il presidente Mattarella, ci sono molte emergenze da affrontare: le risorse per il terremoto, la manovra correttiva che ci chiede l’Europa, la convocazione del G7 a maggio e, soprattutto, l’emergenza lavoro”. La leadership di Renzi, peraltro, non viene più considerata l’unica possibile, almeno per la carica di presidente del Consiglio. Damiano commenta così i sondaggi che danno l’attuale segretario ancora come grande favorito per succedere a sé stesso alla guida del Pd: “Renzi, pur avendo ancora una indiscutibile presa elettorale tra gli elettori del centrosinistra, si è reso conto che non è più l’unico che può essere candidato dalla maggioranza del Pd per guidare il governo. Non a caso ha indicato due nomi di prestigio come Delrio e Gentiloni, che hanno il profilo di leader alternativi a Renzi. Oltre naturalmente a chi verrà candidato dalle minoranze”.