(ANSA) – ROMA, 5 FEB – “L’urgenza di andare al voto entro il mese di giugno non fa i conti con la realtà del Paese. Oltre all’esigenza di avere una legge elettorale omogenea tra Camera e Senato, come ci chiede il presidente della Repubblica Mattarella, perché sarebbe improponibile andare al voto con le leggi uscite dalla Consulta, ci sono molte emergenze da affrontare: le risorse da distribuire per il terremoto e per la povertà, l’assurda manovra correttiva che ci chiede l’Europa, la convocazione del G7 a maggio e, soprattutto, l’emergenza lavoro”. Lo dichiara Cesare DAMIANO, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “La scelta più logica – prosegue – sarebbe quella di andare al voto a fine legislatura, dopo aver affrontato tutti questi problemi. Del resto, il Presidente del Consiglio Gentiloni si sta muovendo bene e il suo stile pacato piace al Paese. Renzi, pur avendo ancora una indiscutibile presa tra gli elettori del centrosinistra, come dimostrano i recenti sondaggi, si è reso conto che non può più considerarsi l’unico candidato della sua stessa maggioranza”. “Non a caso, per la prima volta, ha indicato due nomi di prestigio come Delrio e Gentiloni per la Presidenza del Consiglio: nomi che hanno indubbiamente il profilo di leader alternativi a Renzi”, conclude. (ANSA).





