(AGI) – Roma, 5 mar. – Settimana decisiva per la legge sui voucher. Mercoledì la deputata Pd Patrizia Maestri, relatrice in Commissione, presenterà il testo di sintesi al comitato dei nove della Commissione Lavoro e giovedì il governo ne parlerà con ogni probabilità con Cgil, Cisl e Uil, nell’incontro già convocato al ministero del Lavoro su politiche attive e ammortizzatori, a cui parteciperà il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Fino a mercoledì proseguiranno i contatti ‘tecnici’ per definire i particolari della nuova normativa, dopo che sono stati chiariti i contenuti di massima. I tempi però stringono se si vuole evitare il referendum chiesto dalla Cgil: la segretaria Susanna Camusso incalza da giorni l’esecutivo perché indichi una data del voto referendario su vocuher e appalti. Per questo non è escluso che il governo scelga la strada del decreto legge. Il testo di sintesi delle 8 proposte di legge depositate (di cui 4 relativamente omogenee) punterà a riportare i voucher nell’ambito dei lavori occasionali per le famiglie, come era previsto all’origine; per venire incontro alle esigenze delle imprese è circolata l’ipotesi di ampliare l’uso del lavoro a chiamata, ma il tema non rientra nel testo che valuterà la commissione Lavoro. “Siamo di fronte a un sentiero abbastanza definito – afferma il presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano – Siamo tutti d’accordo che quello dei voucher deve essere lavoro meramente occasionale e che l’uso sia prevalentemente indirizzato verso le famiglie. Rimane il nodo delle imprese: se escluderle del tutto o consentire l’uso a quelle con il solo titolare o un solo dipendente”. Per quanto riguarda l’amministrazione pubblica, l’utilizzo dei buoni lavoro verrà previsto solo in caso di emergenza e calamità o per iniziative di volontariato e a scopi caritatevoli. In agricoltura, l’uso dei voucher resterà limitato a studenti e pensionati nei periodi di raccolta e vendemmia. “Abbastanza assodato – aggiunge Damiano – l’abbassamento della soglia da 7 a 5.000 euro” per i compensi complessivamente percepiti dal lavoratore in un anno. Quanto all’ipotesi che il governo imbocchi la via del decreto legge, Damiano sottolinea che si tratta di una scelta che compete all’esecutivo: “A me interessa il contenuto: se la norma è frutto di un atto parlamentare o di un decreto poco importa”. Ma se il governo decide di intervenire, deve produrre un risultato prima del referendum e certo i tempi sono stretti. (AGI)





