LA STRADA DELL’INCLUSIONE

Alfredo Reichlin è morto poche ore fa. Ma, pochi giorni prima di lasciarci, questo protagonista della nostra storia – partigiano, uomo di partito, giornalista, parlamentare, intellettuale – ha deciso di affidare, ancora una volta, il suo pensiero a un articolo pubblicato da L’Unità, il suo giornale. Descrivendo, in poche righe quella che è la situazione. “Non ci sono più rendite di posizione da sfruttare in una politica così screditata la quale si rivela impotente quando deve affrontare non i giochi di potere ma la cruda realtà delle ingiustizie sociali, quando deve garantire diritti, quando deve vigilare sul mercato affinché non prevalga la legge del più forte. Stiamo spazzando via una intera generazione.”
Ancora: “Tuttavia oggi mi pare ancora più evidente il nesso tra la ricostruzione di un’idea di comunità e di paese e la costruzione di una soggettività politica in grado di accogliere, di organizzare la partecipazione popolare e insieme di dialogare, di comporre alleanze, di lottare per obiettivi concreti e ideali, rafforzando il patto costituzionale, quello cioè di una Repubblica fondata sul lavoro”.
Ci dice, Reichlin, che “la sinistra” se non saprà fare questo “resterà sotto le macerie”. Ecco. Restituire vigore alla nostra parte perché abbia la capacità di rinforzare quel patto costituzionale, rispondere alla necessità di elaborare risposte adeguate al tempo del capitalismo digitale, ai fenomeni che trasformano la realtà su scala globale, al senso di declino del Paese è precisamente il nostro impegno. Che, dentro il PD, assolveremo con lo spirito inclusivo che Reichlin ha indicato nelle sue ultime righe.