Ricordare il 25 aprile, la Liberazione. Con la “L” maiuscola. I princìpi che quel sostantivo esprime. Li vediamo ben illustrati, in negativo, nella realtà di questi giorni. Le forze ottuse della reazione, le forze insidiose della politica senza “parte”, perché le “ideologie non esistono più”, rappresentano in modo plastico ciò che la Liberazione non è. Il populismo è un metodo di approccio alla politica e non una sua corrente. Ma queste forze – anche quelle che rappresentano sé stesse come “di sinistra”, ma in vista del ballottaggio alle elezioni francesi rifiutano di schierarsi contro il fascismo lepenista – tendono tutte, con metodo populista, a cancellare quanto affermato con l’atto della Liberazione.
Queste stesse forze sono pronte, oggi, ad azzerare l’Europa, unita e pacifica, emersa dalla distesa di macerie prodotta dalla guerra scatenata dal nazi-fascismo. Vogliono chiudere le frontiere. Vogliono rinchiuderci nelle barriere del nazionalismo, del sovranismo e del protezionismo. Vogliono fermare “i taxi del mare”, anziché salvare vite. Come se i terroristi che hanno insanguinato i Paesi dell’Unione in questi ultimi anni non fossero, tutti o quasi, cittadini nati e cresciuti in Europa.
Queste stesse forze vogliono condurci al punto di partenza, alle origini dell’incendio che ha distrutto il nostro continente ed è stato estinto dalla Liberazione, isolandoci dietro la misera sicurezza rappresentata dalla chiusura. Una chiusura che è terrore e oppressivo immobilismo mascherato da forza di rinnovamento.
Siamo forti finché manteniamo la determinazione a restare liberi, uniti e pacifici, disposti a progettare un futuro comune. Buon 25 aprile. Rinnoviamo la Liberazione.





