(DIRE) Roma, 27 apr. – “Nell’epoca dell’incertezza bisogna ricostruire regole capaci di tutelare il lavoro e di favorire la concorrenza leale tra le imprese. Il principio della ‘derogabilità’ di leggi e contratti voluto dai governi di centrodestra, per fortuna applicato in modo residuale nella contrattazione, fa il paio con gli appalti al massimo ribasso, molto diffusi, e con la cancellazione delle tariffe minime per i liberi professionisti”. Lo dice Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Questo mix perverso – prosegue – sta creando una concorrenza al ribasso continuo, senza che si veda il fondo di questa discesa ‘agli inferi’. Di questo passo si arriverà al lavoro gratuito, come sta capitando in alcune gare di appalto che ipotizzano prestazioni professionali a remunerazione zero”. “Questa tendenza – spiega Damiano – figlia di un capitalismo malato che ha trasformato il lavoro in merce, va contrastata con la definizione di standard ‘inderogabili’ e universali di tutele e di remunerazione del lavoro. La nostra proposta si basa su: cancellazione delle norme legislative sulla derogabilità di leggi e contratti; cancellazione degli appalti al massimo ribasso; fissazione delle tariffe minime obbligatorie per le professioni; definizione del salario minimo di legge per i collaboratori coordinati e continuativi; legislazione di sostegno per la certificazione della rappresentatività delle parti sociali e messa fuori legge dei contratti-pirata”. “Il nostro obiettivo è quello di sostituire alla ideologia del mercato un nuovo umanesimo del lavoro”. (Com/Mar/ Dire)
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