(Public Policy) – Roma, 08 giu – “La nostra generazione ha fondato sotto il profilo legislativo e contrattuale la previdenza complementare. Parlavamo, anche con lungimiranza, di previdenza ‘complementare’. Poi all’appello sono mancati soprattutto i giovani”, perché “aderiscono maggiormente quelli che giovani non sono, più strutturati e più sindacalizzati. Ora il problema dei giovani si pone e io credo che dovremmo anche rivedere la nozione di ‘previdenza complementare’”. A dirlo, nel corso della presentazione della Relazione sull’attività svolta dalla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip) nel 2016, a Montecitorio, Cesare Damiano (Pd).
“La domanda che mi faccio – ha aggiunto Damiano – è se la previdenza complementare rimane per le nuove generazioni complementare o se diventa ‘di garanzia’. Dobbiamo anche immaginare quel che ci sembrava inimmaginabile: non dico un obbligo di adesione”, ma “di rendere intanto obbligatorio il versamento da parte dei datori di lavoro della quota relativa alla previdenza complementare”. C’è da chiedersi anche “se sia necessario prevedere per i lavoratori una forma di silenzio-assenso” che “forzi un pochino la mano”. “Forse contribuiremo – ha concluso Damiano – a dare una mano per un risultato pensionistico che non sia insufficiente per le nuove generazioni”. (Public Policy)





