(ANSA) – ROMA, 21 GIU – “Il ministro Poletti, saggiamente, ha rimandato al prossimo autunno la discussione relativa all’innalzamento dell’età pensionabile collegato all’incremento della aspettativa di vita. Si parla di portare l’età, a partire dal 2019, dagli attuali 66 anni e 7 mesi ai 67 anni, con un incremento di ben 5 mesi. Si tratta di supposizioni perché il calcolo andrà fatto avendo a disposizione i dati dell’ISTAT che verranno resi noti dopo l’estate”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Questa norma – prosegue – è stata introdotta al tempo del Governo Berlusconi e andrebbe cancellata. Un primo passo è stato compiuto con il verbale di accordo tra Cgil, Cisl e Uil e Governo del settembre scorso, che ha bloccato questo meccanismo per i lavori usuranti. Suggeriamo al Governo di convocare le parti sociali per affrontare questo problema e di non procedere in modo unilaterale”. “Sarebbe sbagliato e contraddittorio alzare l’età della pensione nel momento in cui decolla con successo l’APE Sociale, che anticipa la stessa età a 63 anni. Sarebbe uno ‘stop and go’ incomprensibile che ricadrebbe su un tema delicato come quello previdenziale. Se il successo dell’APE dovesse andare oltre i numeri previsti, chiederemo al Governo di stanziare nuove risorse nella prossima legge di Bilancio per non lasciare nessuno escluso”, conclude. (ANSA).





