(ANSA) – ROMA, 25 GIU – “Prodi, nell’intervista di ieri al Corriere della sera, ha detto cose risapute: a sinistra esistono, purtroppo, veti pregiudiziali ‘personali’ che possono minare le basi di una alleanza di centrosinistra. Alcuni esponenti dell’area politica che sta alla sinistra del PD pretenderebbero una alleanza senza Renzi. Alcuni esponenti del Partito Democratico, a loro volta, non vorrebbero riaprire un dialogo con Bersani e con gli ‘scissionisti’”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. “Constatare questa semplice verità – prosegue – è come scoprire l’acqua calda. Le reazioni che si sono registrate alle dichiarazioni di Prodi dimostrano che si è toccato un nervo scoperto. La cartina di tornasole sarà rappresentata, come sempre, dal programma che sarà alla base di una eventuale alleanza di centrosinistra. È qui che casca l’asino”. “È evidente – spiega Damiano – che ci vuole una discontinuità con le politiche di un Governo che, accanto al PD, ha visto l’alleanza con partiti di destra come quello di Alfano, che hanno significativamente condizionato le scelte politiche. Basta fare l’esempio dell’IMU sulla prima casa, tolta anche ai più ricchi, e la cancellazione dell’articolo 18”. “Scelte che avremmo potuto lasciare a Berlusconi. Se poi si dovesse andare nella direzione di una proposta sulla “flat tax”, da sempre sostenuta dalla destra, che notoriamente penalizza i redditi medio-bassi, si aprirebbe uno scontro politico di difficile composizione programmatica. La strada per costruire una alleanza di centrosinistra non è sicuramente agevole, ma diventerà realizzabile solo a condizione che, inizialmente, si sgombri il campo da qualsiasi reciproco pregiudizio”, conclude. (ANSA).





