DAMIANO, “LEGGE VOTO CON COALIZIONI, PREMIERSHIP A GENTILONI”

(ANSA) – ROMA, 1 SET – Legge elettorale con premio di coalizione, Paolo Gentiloni candidato premier di un’alleanza di centrosinistra, per Matteo Renzi, ‘Ragazzo esuberante’, un periodo di ‘riflessione’. È il punto di vista di Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e esponente del Pd, in una intervista a Avvenire. ‘Gentiloni sta acquisendo una sua forza e una sua caratterizzazione autonoma – dice – È capace di tenere il dialogo tra i partiti e con le parte sociali. Ha una capacità di aggregazione sconosciuta a Renzi’. Quanto all’ex premier, ‘il ragazzo ha delle qualità, ma e’ un po’ troppo esuberante – afferma Damiano – Se si verificasse lo scenario che auspico io, lui avrebbe il tempo necessario per ravvedersi e cambiare strada. Io glielo consiglio…’. Ma il Parlamento riuscirà a licenziare una legge elettorale con coalizioni? ‘Io dico ciò che ritengo utile al Paese. Previsioni sui numeri in Aula non ne faccio, non sono il mago Otelma – risponde Damiano – Credo che in questa fase sia importante attivare processi aggregativi e non disgregativi. E poi, dal punto di vista politico, ciò costringerebbe Mdp ad aprire una seria riflessione. A quel punto, per loro sarebbe contraddittorio continuare a isolarsi’. In Sicilia Mdp si è isolato? ‘In Sicilia non si è realizzata la fotocopia del governo nazionale, bensì la riproposizione del modello-Palermo, dove alfaniani e bersaniani convivono già. L’obiezione contro il ministro degli Esteri è quantomeno contraddittoria, a maggior ragione alla luce del fatto che Micari aveva avuto il gradimento di Mdp e che il padre dell’operazione, Leoluca Orlando, fa parte della squadra di Pisapia. Non è il Pd che porta in Sicilia uno schema di alleanza nazionale, è Mdp che sceglie anche in questa Regione la via dell’isolamento identitario che vuole perseguire alle elezioni del 2018. E credo che il rapporto tra Pisapia e Bersani ne risentirà’. Quanto alla legge di Bilancio, Damiano auspiaca che il governo sappia mettere in campo ‘una piattaforma sociale che sia capace di agire sulla ripresa degli investimenti, agevolare con un superammortamento l’acquisto di macchinari innovativi, diminuire strutturalmente il costo delle assunzioni a tempo indeterminato dei giovani e pensare al futuro pensionistico delle nuove generazioni sulla scia delle proposte che stanno nascendo al tavolo con il sindacato’. Sull’aumento dell’età pensionabile, Damiano ritiene che occorra ‘rallentare questi scatti automatici altrimenti ci ritroveremo solo pensionati ultrasettantenni. Dai tempi della riforma Monti è accaduto che l’aspettativa di vita ha avuto delle frenate a causa della crisi demografica e della crisi sociale che ha ridotto l’accesso alle cure. Si tratta di dire una cosa semplice: quando l’aspettativa di vita non cresce, non cresce nemmeno l’eta’ pensionabile’. (ANSA).