PENSIONI: DAMIANO, “MECCANISMO ETÀ PERVERSO. IL GOVERNO AGISCA”

(ANSA) – ROMA, 24 OTT – “Mi domando se nel calcolo è considerato il fatto che nel 2015 abbiamo avuto un eccesso di mortalità. Oppure questa situazione non è stata considerata? In ogni caso questo meccanismo è diventato ormai perverso e il Governo farebbe bene a farsi carico di un esame per un suo rallentamento o revisione”. Così il presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, dopo l’aggiornamento del dato Istat sulla speranza di vita. “Si può rimandare il decreto che fissa a 67 anni l’età di pensione a giugno 2018, del resto l’adeguamento scatterebbe dal 2019. O – suggerisce sempre Damiano – si può dare corso a quanto scritto nel verbale con Cgil, Cisl e Uil, bloccando l’aspettava di vita anche per i lavoratori che accedono all’Ape sociale”.
Innanzitutto, spiega Damiano, “vorrei sapere come si fanno i conti. Perché penderli a scatola chiusa senza conoscere il meccanismo può portare ad amare sorprese, come abbiamo visto nel caso degli esodati. Le previsioni Inps e Rgs sull’ottava salvaguardia indicavano in 30.700 le persone da salvaguardare. Questo ci ha costretto a una battaglia per le coperture finanziare, salvo scoprire a consuntivo che siamo arrivati a metà”. Stesso discorso, aggiunge, per l’Ape social: “60 mila posti a disposizione” ma “se non si allargano le maglie interpretative, rendendole meno rigide e burocratiche, come detto da Renzi, arriviamo a respingimenti del 65-70%. Sarebbe – evidenzia Damiano – non solo inaccettabile ma un fallimento del Governo”. Il presidente della commissione Lavoro di Montecitorio invita a rimediare all’aumento dell’età pensionabile. “Le vie della politica sono infinite. Non intervenire e prendere atto burocraticamente delle statistiche non mi pare sufficiente”, dice. E ricorda come l’adeguamento non riguarda solo i requisiti per la pensione di vecchiaia ma “anche i contributi necessari per conseguire la pensione di anzianità passerebbe a 43 anni 3 mesi per gli uomini e 42 anni e 3 mesi per le donne. Un inseguimento continuo del traguardo del pensionamento, spossante e avvilente”. (ANSA).