(ANSA) – ROMA, 20 FEB – “La crescita degli occupati da 22 a 23 milioni di lavoratori, avvenuta lo scorso anno, accompagnata però dalla diminuzione delle ore lavorate, dimostra che l’obiettivo ancora da raggiungere è quello del lavoro di qualità. Se prevale il part time non volontario, il lavoro a termine e a chiamata, significa che torna di nuovo la precarietà nelle assunzioni. La proposta del Partito Democratico, contenuta nel Programma, fa un deciso passo avanti e sceglie di confermare la centralità del lavoro a tempo indeterminato. Proponiamo una diminuzione strutturale del costo del lavoro, a vantaggio delle imprese e dei lavoratori”. Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e candidato al collegio uninominale Umbria 3. “In concreto – prosegue – si tratta di una soluzione realistica: abbassare al 29% e fiscalizzarli al fine di garantire la giusta pensione ai lavoratori, i contributi previdenziali che sono attualmente attestati al 33%. Inoltre, per quanto ci riguarda, dobbiamo anche affrontare il tema del costo dei licenziamenti individuali e illegittimi”. “Oggi – spiega Damiano – in Italia, licenziare costa troppo poco ed è troppo facile. Bisogna, quindi, compiere un primo passo: alzare il risarcimento minimo, che va al lavoratore licenziato, da 4 a 8 mensilità, fino a un massimo di 24, dal momento che non esiste più la possibilità, da parte del giudice, di reintegrare nel posto di lavoro”. “Queste proposte sono concrete e realistiche e dimostrano la volontà del PD di continuare sulla strada delle riforme anche riconoscendo limiti ed errori del passato”, conclude. (ANSA).
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