Roma, 4 apr. (askanews) – “L’Istat, nella sua ultima rilevazione, mette in luce un significativo incremento congiunturale dei dipendenti a tempo indeterminato, (+54 mila), dopo 10 mesi consecutivi di calo. Risultano poi in ‘lieve crescita’ i dipendenti a termine (+4 mila), mentre continuano a diminuire gli indipendenti (-39 mila). Su base annua si conferma l’aumento degli occupati (+0,5%, +109 mila), ma in questo caso ‘la crescita si concentra esclusivamente tra i lavoratori a termine che raggiungono la cifra, record assoluto, di 2 milioni 918 mila’”. Lo dichiara in una nota Cesare Damiano, del Partito democratico, per commentare i dati sul lavoro resi noti oggi dall’Istat. “Se questo è il quadro – continua – possiamo apprezzare il fatto che aumenti, finalmente e per la prima volta dopo 10 mesi, l’occupazione a tempo indeterminato ma, al tempo stesso, non possiamo pensare che questo significhi una inversione di tendenza. Purtroppo, il mercato del lavoro è pesantemente segnato dal ritorno prepotente delle assunzioni temporanee e il record di quasi 3 milioni di contratti a tempo determinato è lì a dimostrarlo. I ‘vincitori’ delle elezioni hanno promesso di cambiare il Jobs Act: ci dicano come. Per noi è indispensabile avere incentivi strutturali e non congiunturali per le assunzioni a tempo indeterminato e aumentare il costo dei licenziamenti individuali illegittimi, che oggi sono troppo facili e poco costosi”. “È giunto il momento di passare a una discussione sui contenuti, se vogliamo stare a contatto con il Paese reale e con i suoi problemi quotidiani, a partire da quello del lavoro”, conclude. Red/Pol
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