Uno dei punti qualificanti dei programmi per la nuova legislatura – per qualsiasi maggioranza si formi come per quella che sarà l’opposizione – dovrebbe essere la piena attuazione del Testo Unico su salute e sicurezza sul lavoro che feci approvare quando ero ministro del Lavoro del secondo Governo Prodi. Dopo la caduta di quell’Esecutivo, infatti, i Governi che si sono succeduti non hanno varato numerosi dei tanti decreti attuativi necessari alla sua piena messa in opera.
Sono passati dieci anni e, in questo primo scorcio del 2018, le morti sul lavoro sono drammaticamente aumentate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Così come gli infortuni che, spesso, non fanno notizia come le morti. Ma non si deve dimenticare che il lavoro può ferire come far ammalare.
Oggi, ancora due operai edili hanno perso la vita nell’ultimo di una serie impressionante di incidenti mortali verificatisi negli ultimi giorni, portando il totale delle vittime dall’inizio dell’anno a 153. Contro le 133 morti nello stesso periodo del 2017.
Quando si parla di “cose concrete che interessano agli italiani” come molto spesso sentiamo fare da tanti politici di ogni parte, sono certo che questa sia una delle priorità. Quando al mattino esci per andare a lavorare, devi poter sapere che sia stato fatto tutto il possibile perché tu possa tornare a casa la sera. Tutte le forze politiche debbono arrivare a considerare questa necessità come ineludibile.






