PD, DAMIANO: “DISCONTINUITÀ O RISCHIO ASSEMBLEA 21 SIA CORRIDA”

Roma, 6 apr. (askanews) – “Dieci anni fa, alle elezioni del 2008, il PD prese 12 milioni di voti e Forza Italia 13 milioni. Quest’anno, i due partiti prendono rispettivamente 6,1 milioni di voti e 4,6 milioni. Passiamo da un totale di 25 milioni a uno di 10,7, con un calo complessivo pari al 57%. Forse, più che di fronte a un arretramento elettorale, a marzo abbiamo assistito a un cambio di ‘regime'”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico. “L’architrave della Seconda Repubblica, Pd e Forza Italia – continua – nel 2018 subiscono una sconfitta storica che non si può esorcizzare con giochi di prestigio. Forse di questo dovremmo renderci conto è parlarne. Renzi ha il diritto di riunirsi con chi vuole e dove vuole, ma essendo un politico accorto non gli sfuggiranno certamente le valutazioni di opportunità politica che suggeriscono di non dare l’impressione che ci sia una segreteria-ombra nel PD. Diamoci una calmata come dice Guerini e puntiamo prima di tutto alle idee, all’unità e alla collegialità come suggerisce Martina”. “Ma attenzione alle false partenze: ci vuole discontinuità di merito e di metodo se non si vuole trasformare l’Assemblea del Pd del prossimo 21 aprile in una sorta di corrida”, conclude. Red/Pol