LAVORO. DAMIANO-MONTAGNINO: “TESTO UNICO SU SICUREZZA HA 10 ANNI”

(DIRE) Roma, 8 apr. – “La tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro è una tra le più alte espressioni di civiltà di un Paese moderno perché ne certifica il grado di avanzamento civile, sociale, economico e morale”. Lo dichiarano Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro e Antonio Montagnino, ex sottosegretario dello stesso dicastero, all’interno del governo Prodi. “Non è solo, quindi, un insieme di questioni tecniche da risolvere – continuano – costi da sostenere, regole da rispettare o sanzioni da applicare. Siamo partiti da questa considerazione, nel lontano 2007, perché volevamo affermare il valore umano, etico e sociale del lavoro. Perché volevamo affrontare, con il Governo Prodi, norme obsolete: alcune da cancellare, altre da semplificare e innovare. Siamo partiti da qui nel tentativo di aiutare, attraverso una riforma normativa e azioni mirate, la formazione di una coscienza collettiva di rispetto della vita e della dignità del lavoro, oltre che di conoscenza dei problemi della sicurezza e della salute dei lavoratori, troppo spesso posposti alla logica del profitto e dello sfruttamento. Con la convergenza di tutte le forze politiche e il costante sostegno del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e con una spinta decisiva di accelerazione dopo l’incidente alla Thyssen Krupp di Torino, per ricordare una delle più drammatiche tragedie del lavoro degli ultimi anni, abbiamo realizzato l’obiettivo. Esattamente 10 anni fa, il 9 aprile 2008, veniva emanato il Testo Unico per il contrasto agli incidenti e alle morti sul lavoro che si attendeva da 30 anni, il cosiddetto Decreto 81. I capisaldi di questo complesso normativo sono la prevenzione, i controlli, la formazione, l’informazione, il sostegno alle piccole e medie imprese e gli Incentivi alle imprese virtuose. Con il Testo unico si e’ esteso il campo di applicazione, a tutti i settori di attività e a tutte le tipologie di rischio, a tutti i lavoratori e le lavoratrici, autonomi e subordinati. Si realizza inoltre l’uniformità della tutela su tutto il territorio nazionale. Gli interventi normativi successivi, prodotti dal Governo Berlusconi, non hanno destrutturato l’impianto, ma hanno introdotto modifiche in alcuni casi peggiorative. Dieci anni dopo, ciò che occorre fare è dare completa attuazione al Decreto legislativo 81. Ad oggi, infatti, alcune parti della normativa, che prevedeva l’emanazione di appositi decreti, risultano mancanti o incomplete. In questi primi mesi del 2018 gli infortuni e gli incidenti mortali sono aumentati rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Non si può continuare a morire di lavoro. Il tributo di sangue pagato dai lavoratori deve cessare. È indispensabile ritornare a porre al centro dell’agenda politica il tema della tutela della salute e della sicurezza sul lavoro, partendo dalla convinzione che non rappresenta un costo ma un investimento in prevenzione. È indispensabile che il prossimo Governo, a prescindere dal colore politico, si impegni a porre questo tema tra le priorità concrete. Occorre un forte impegno per ricreare una consapevolezza diffusa ed una coscienza collettiva, a partire dalla formazione nelle scuole. Continuiamo a tenere alta la guardia con la convinzione che, soprattutto in un periodo di crisi, le tutele vanno rafforzate e non dismesse”, concludono.