DEF: DAMIANO, “CORREZIONE FORNERO PUNTO CONTATTO CON M5S”

(ANSA) – ROMA, 27 APR – “Il Documento di Economia e Finanza presentato ieri dal Governo evidenzia che, senza le riforme pensionistiche varate dal 2004 al 2011 (Maroni, Damiano, Sacconi e Fornero), il debito pubblico sarebbe schizzato al 150% del Pil nel breve periodo per arrivare al 200% tra il 2030 e il 2040. Finalmente il Governo chiarisce che l’equilibrio dei conti non è garantito esclusivamente dalla legge Fornero sulle pensioni, ma dal complesso delle riforme attuate dal 2004 al 2011”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico. “Mentre questa valutazione è condivisibile – continua – non altrettanto corretto è il calcolo contenuto nel Def per quanto riguarda l’incidenza della spesa pensionistica sul Pil, oscillante negli anni, secondo il documento del Governo, tra il 15,8 e il18,2%. Ancora una volta si adottano tecniche di calcolo europee, quelle dell’Economic Policy Committee, che non considerano che in Italia non c’è separazione tra spesa per previdenza e assistenza e non valutano l’alto peso della tassazione sugli assegni pensionistici, che in Italia vale più di 40 miliardi di euro all’anno. Se si scorporano queste due voci, l’incidenza della spesa pensionistica si assesterebbe attorno al 12% del Pil, perfettamente in linea con i principali Paesi europei. Se la legge Fornero non è l’architrave dell’equilibrio dei conti, si può proseguire sulla strada, già intrapresa dal Pd nella passata legislatura, di una sua correzione”. “Sarebbe sicuramente un punto di contatto programmatico con il Movimento 5 Stelle, per quel che può valere in questo difficile contesto politico dominato da veti e anatemi”, conclude. (ANSA).