(IL VELINO) Roma, 05 Lug – “Alberto Brambilla ha ragione: l’obiettivo di Boeri è quello di ricalcolare le pensioni, tutte, non solo quelle d’oro, con il metodo contributivo”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito democratico, a proposito delle parole di Alberto Brambilla, presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, a ‘Radio Anch’Io’. “Questo – continua – potrebbe voler dire mettere in discussione l’assegno pensionistico di 15 milioni di pensionati colpevoli di avere una pensione calcolata con il metodo retributivo. Non stiamo parlando dei ricchi, ma degli operai. Del resto, il Presidente dell’Inps, al momento del suo insediamento, aveva già sostenuto questa tesi con un esempio preciso: il taglio delle pensioni superiori ai 3.500 euro lordi mensili con il ricalcolo, cifra ben lontana dai 5.000 euro netti indicata dal Governo. Se, per tagliare giustamente vitalizi e pensioni d’oro, si adotterà il metodo del ricalcolo anziché quello del contributo di solidarietà, si introdurrà un principio pericoloso. Sarebbe paradossale che il Governo giallo-verde, che ha fatto la campagna elettorale sul superamento della legge Fornero, si rendesse complice del taglio delle pensioni. Faccio un appello a Salvini e Di Maio: fermatevi! Senza considerare il fatto che per chi ha pensioni medio-basse si tratterebbe di una doppia beffa: oltre al taglio dell’assegno, che per chi ha 1.200 euro al mese significa entrare nella soglia di povertà dopo 35-40 di lavoro da operaio, ci sarebbe l’effetto Flat tax che restituirebbe sotto forma di benefici fiscali ai pensionati ricchi circa 1.200 euro al mese, dopo un taglio propagandistico di meno di 400 euro mensili”. “Il saldo di questa operazione sarebbe inquietante: 200 euro in meno alle pensioni medio-basse e 800 euro in più a quelle dei pensionati d’oro. Una redistribuzione di ricchezza al contrario”, conclude. (red)





