DL DIGNITÀ: DAMIANO, “MIGLIORATO GRAZIE A EMENDAMENTI PD”

(ANSA) – ROMA, 28 LUG – “Sul ‘Decreto Dignità’ la battaglia in Commissione ha cambiato molto l’impostazione originaria, ma non basta ancora”. Lo dichiara Cesare Damiano, del Partito Democratico, a proposito del Decreto Dignità. “Le cose positive – continua – volute con forza dal Pd a partire dalla scorsa legislatura, e sostenute in questi giorni in Commissione, sono: 1) la continuazione della norma del Governo Gentiloni che prevede un bonus per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani under 35. Si tratta del vero provvedimento contro la precarietà. Adesso bisogna avere la certezza delle coperture, per il momento molto aleatorie: una battaglia per l’Aula; 2) l’innalzamento del 50% delle mensilità di risarcimento per i lavoratori colpiti da licenziamento illegittimo, nel caso di ricorso alla sede giudiziaria (emendamento dei Deputati Pd della Commissione Lavoro alle legge di Bilancio dell’anno scorso) e a quella di conciliazione (emendamento del Pd presentato in Commissione nei giorni scorsi). Il Pd è per l’innalzamento dei risarcimenti a favore dei lavoratori, al punto tale da aver migliorato la norma del Governo che già lo prevedeva; 3) la conferma della durata massima del contratto a termine nel limite dei 24 mesi (emendamento Pd alla legge di Bilancio dello scorso anno); 4) la cancellazione dell’aggravio contributivo per l’assunzione di colf e badanti (emendamento Pd). Le cose negative: 1) nonostante il fatto che sia giusto, a mio avviso, apporre le causali al contratto a termine, il periodo transitorio previsto fino a ottobre è troppo breve. Va fatta una battaglia in Aula per mantenere le vecchie regole ai contratti in essere fino alla data della conversione del Decreto: una norma transitoria così concepita, come facemmo nel 2007, darebbe certezze a lavoratori e imprese e, insieme all’incentivo per le assunzioni a tempo indeterminato, trasformerebbe le previsioni dell’Inps (non scientifiche) sull’occupazione, da negative a positive; 2) È negativo l’allentamento delle regole per l’utilizzo dei voucher che aprono la strada al lavoro nero. Va cambiata la durata del voucher che passa, dal momento della denuncia all’Inps, da 3 a 10 giorni per l’utilizzo. Bisogna tornare ai 3 giorni; 3) Rimane negativa, nonostante il superamento dello ‘stop and go’ e la richiesta delle causali all’utilizzatore, l’equiparazione del lavoro somministrato con il contratto a termine”. “Come si vede un po’ di strada è stata fatta: adesso si tratta di proseguire per cambiare le norme sbagliate svolgendo il nostro ruolo di opposizione fino in fondo”, conclude. (ANSA).