Roma, 18 set. (askanews) – È sbagliato pensare di alzare le pensioni minime a 780 a prescindere dai contributi versati. Lo dice l’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano. “Ha ragione Brambilla. Dare una pensione di 780 euro a tutti a prescindere dai contributi versati, è la distruzione del sistema previdenziale”. “Non sono certo contrario – continua Damiano – al fatto che le pensioni basse debbano essere alzate, l’ho fatto quand’ero ministro con la quattordicesima, ma non si può garantire a tutti 780 euro al mese senza considerare i contributi versati. Altrimenti, perché mai si dovrebbe lavorare e versare i contributi invece di essere pagati in nero? Ricordo che, nel 2007, quando con Prodi abbiamo varato la quattordicesima, abbiamo tenuto conto di questo. E i 400, 500 e 600 euro che oggi i pensionati poveri percepiscono dal 2008 come quattordicesima nel mese di luglio, sono legati ai contributi che quei pensionati hanno versato nel corso della loro carriera lavorativa”. Conclude Damiano: “Non bisogna essere schizofrenici: da una parte il Governo si propone di tagliare le pensioni più alte per la parte che non corrisponde ai contributi versati e, dall’altra, si vogliono aumentare le pensioni basse a prescindere dai contributi. Mettiamoci d’accordo: io sono per tagliare le ‘pensioni d’oro’, ma allora facciamolo con il contributo di solidarietà”.





