MANOVRA: DAMIANO “PER CHI SCEGLIE QUOTA 100 PENALIZZAZIONI DEL 5%”

ROMA (ITALPRESS) – “Le audizioni in corso alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato mettono sempre più in evidenza le incongruenze politiche e contabili della manovra”. Lo afferma Cesare Damiano, candidato alla Segreteria del Partito Democratico,
a proposito della legge di Bilancio.
“Basta esaminare – continua – quanto affermato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio e dalla Corte dei Conti”. Nel primo caso si evidenzia un fenomeno finora non venuto alla luce: che optare per ‘Quota 100’ significa tagliare del 5% all’anno l’importo dell’assegno, fino a un massimo del 30%. Il taglio ‘implicito’ dell’assegno diventa pesante se abbinato al divieto, per i primi 2 anni, di svolgere un’attività da parte di chi ha aderito a ‘Quota 100′. Inoltre, l’Upb ha evidenziato che potrebbero uscire dalle aziende oltre 400.000 lavoratori: in quel caso, il costo salirebbe a 13 miliardi. È evidente che i 6,7 miliardi per le pensioni, stanziati dal Governo, sono del tutto insufficienti. Un altro capitolo è stato aperto dalla Corte dei Conti che ha evidenziato come la composizione qualitativa della manovra assegni l’80% delle risorse alla spesa corrente e soltanto il 20% agli investimenti”.
Quello che il Governo si ostina a non voler capire è che i conti non stanno in piedi per due motivi: la legge di Bilancio è squilibrata a svantaggio degli investimenti e c’è il rischio che il 2,4% venga sfondato perché le promesse gialloverdi, esagerate (Quota 100, Quota 41, Opzione Donna, nona salvaguardia degli esodati, blocco dell’aspettativa di vita, Reddito e pensione di Cittadinanza), non saranno possibili data l’esiguità delle risorse, 6,7 miliardi più 9 miliardi, complessivamente messe a disposizione. La realta’ e’ piu’ dura della fantasia, al di là di quello che pensano Di Maio e Salvini”, conclude. (ITALPRESS). sat/com