(9Colonne) Roma, 13 nov – “Stasera scade il termine per inviare all’Unione Europea la lettera con i contenuti della Legge di Bilancio e, a oggi, non abbiamo ancora il menu. Anzi siamo rimasti fermi all’antipasto”. Lo dichiara Cesare Damiano, candidato alla Segreteria del Partito Democratico, a proposito della legge di Bilancio.
“Il ministro Tria – spiega – smentisce le indiscrezioni sulla crescita fissata dal Governo all’1,5%, stime ritenute irrealistiche dalla maggior parte delle istituzioni e degli osservatori, ribadendo che la revisione al basso della percentuale non è mai stata oggetto di dibattito politico. Eppure ci ritroviamo di fronte a un braccio di ferro senza precedenti che, verosimilmente, ci porterà all’apertura di una procedura di infrazione per debito eccessivo. A quanto si sa – ad esempio – su Quota 100, obiettivo di flessibilità che sarebbe sacrosanto, i conti dell’esecutivo gialloverde non tornano e le risorse previste sono totalmente insufficienti. Si corre così il rischio di promettere molto senza poter mantenere. D’altronde, i segnali che arrivano dall’Europa sono chiari. O si cambia la manovra, dando un segnale di inversione di rotta nel rapporto tra spesa corrente e spesa per investimenti, per evitare una bocciatura della legge, o la procedura di infrazione è dietro la porta”.
“Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, la legge di Bilancio così com’è non sta in piedi: i muri maestri rappresentati dalla percentuale di crescita e dal rapporto tra deficit e Pil, sono fragili. Il Governo non sia irresponsabile e si ravveda se vuole dare un futuro a questo Paese. O è il baratro”, conclude. (red)





