(AGI) – Roma, 5 mag. – “Un salario minimo uguale per tutti, anche per chi ha già un contratto collettivo nazionale di lavoro, come propone ossessivamente Di Maio, sarebbe profondamente sbagliato perché indurrebbe molte imprese ad uscire dal sistema contrattuale”. Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico, a proposito della legge sul salario minimo. “Avere un contratto – continua – anche con un piede di partenza al di sotto dei 9 euro proposti dai 5 Stelle, è molto più costoso per le imprese e più vantaggioso per i lavoratori. Il risultato di un salario minimo che non tenga conto della contrattazione, sarebbe l’opposto di quello che viene predicato: sarebbe una paga senza diritti. Non abbiamo bisogno di nuove bandierine utili solo per fare campagna elettorale, ma di buone leggi che rafforzino la contrattazione e migliorino davvero le condizioni complessive, di tutele e di salario, di chi lavora. Piuttosto, da Di Maio ci aspettiamo che risolva il problema dei rider che devono essere riconosciuto come lavoratori dipendenti, anche se da un algoritmo”. “Mi auguro che il confronto con i sindacati, previsto per il 6 maggio, rimetta in carreggiata la situazione”, conclude. (AGI)





