(ANSA) – ROMA, 16 AGO – “Per fortuna, la prossima settimana è convocata la Direzione del Pd che dovrebbe fissare il nostro punto di orientamento in questa difficile e tormentata crisi di governo. C’è il rischio, infatti, che ogni giorno, attraverso innumerevoli dichiarazioni, ci siano continue e progressive aperture nei confronti della formazione di un ipotetico governo di legislatura. Un esecutivo di ‘scopo’, idea da veri autolesionisti, pare al momento accantonato. C’è addirittura chi, tra le file del Pd, si spinge nel dettaglio sui temi per un possibile accordo con i 5 Stelle: economia verde, rappresentanza sindacale, cuneo fiscale e salario minimo. Quest’ultimo argomento (giusto per ricordarlo) è stato la ‘bandierina’ del Movimento 5 Stelle e la posizione del Pd, contenuta nella proposta di legge di Nannicini, è agli antipodi rispetto a quella di Di Maio.” Lo dichiara Cesare Damiano, dirigente del Partito Democratico che ricorda: “noi privilegiamo la contrattazione, i 5 Stelle pongono le basi per un suo indebolimento. Ci andrei dunque cauto. Un consiglio lo vorrei dare: aboliamo la parola ‘contratto’, non ha portato fortuna”. Per Damiano “il Paese ha bisogno di un programma costruito su coordinate coerenti, non di una sommatoria di rivendicazioni elettorali. Parlare di coerenza con chi ha governato il Paese o con tipetti in ‘pole position’ alla Di Battista, mi sembra un’operazione alquanto azzardata e foriera di innumerevoli disgrazie. L’anno che abbiamo alle spalle dovrebbe esserci stato di insegnamento”, conclude. (ANSA)
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