(AGI) – Roma, 30 mag. – “Sono molto soddisfatto dell’iniziativa assunta dal Tribunale di Milano a carico di Uber Italy, che si è concretizzata con il commissariamento di Uber Eats, la società di consegna di pasti a domicilio.” A dirlo è Cesare Damiano. L’ex ministro del Lavoro Pd spiega che “l’accusa è di caporalato. Gli argomenti utilizzati dai giudici sono schiaccianti: si parla di un ‘regime di sopraffazione retributivo’ (paghe da 3 euro all’ora), di sottrazione delle mance, di reclutamento ‘in una situazione di emarginazione sociale’ e di minacce nei confronti dei rider. Si strappa un altro velo sul ruolo svolto da alcune ‘multinazionali’ che applicano ancora i dogmi delle dottrine ultraliberiste: massimo profitto, massimo sfruttamento e umiliazione dei lavoratori. Lo si era già visto quando, in questo settore, alcune aziende di rifiutavano addirittura di fornire a loro spese i dispositivi di protezione individuale ai rider. Ancora una volta, per fortuna, sono intervenuti i giudici.” “È ora di pensare nuovamente, dopo alcuni provvedimenti presi, a una nuova regolazione legislativa e contrattuale di questi lavoratori. Un modello da estirpare e non da esportare, come piacerebbe ai molti teorici del paradigma della totale flessibilità del lavoro”, conclude. (AGI)
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