INCIDENTI LAVORO: DAMIANO, “BENE MATTARELLA,SERVE SALTO QUALITÀ”

(ANSA) – ROMA, 05 AGO – “L’intervento di Sergio Mattarella, dopo l’ultimo drammatico incidente mortale, è la testimonianza di una particolare attenzione e sensibilità al mondo del lavoro. Le iniziative intraprese dal Ministro Orlando confermano l’esigenza di una azione continua sul tema della prevenzione.” Lo dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e consigliere Inail. “Occorre – continua – un salto di qualità, una campagna permanente sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che non si limiti alla sola informazione e formazione, ma che incida sui processi produttivi, consentendo agevolazioni per l’acquisto di macchinari innovativi, ergonomici e con sistemi di sicurezza automatici, anche attraverso un più incisivo utilizzo delle risorse dell’Inail. Questo, purtroppo, non avviene perché le riserve tecniche dell’Istituto, pari a circa 34 miliardi e 338 milioni di euro, servono per diminuire il debito pubblico anziché fare più prevenzione e tutela e sono versate alla Tesoreria dello Stato senza alcuna remunerazione. Questa forte limitazione posta all’autonomia dell’Inail rende impossibile disporre di tali importanti avanzi per finanziare nuove o maggiori attività dell’Istituto. Pensiamo, ad esempio, oltre all’ampliamento della tutela assicurativa di soggetti particolarmente esposti, che non beneficiano ancora della copertura assicurativa, al miglioramento delle prestazioni economiche con l’abbassamento dell’attuale franchigia dal 6% al 4%. Si verrebbe incontro alla giusta richiesta di tanti lavoratori vittime di infortuni sul lavoro e di malattie professionali, anche derivanti dal Covid, che attualmente sono esclusi dal ristoro indennitario. Il costo medio annuo, stimato dall’Inail, è di poco più di 46 milioni di euro, senza comportare oneri per la finanza pubblica, trovando copertura nell’attuale tariffa dei premi. E tuttavia, tale proposta, assai misurata, non è stata accolta dal Mef. Occorre restituire più autonomia all’Istituto a vantaggio delle imprese che fanno prevenzione e per migliorare il livello delle prestazioni agli infortunati e ai tecnopatici. Altrimenti continueremo a piangere i nostri morti sul lavoro, senza risalire alle cause del fenomeno”, conclude. (ANSA).