(AGI) – Roma, 17 ago. – “Sono per la vaccinazione obbligatoria. Non essendo un estremista ritengo utili le scelte di mediazione che il Governo, preso tra due fuochi (obbligo-libertà) è costretto ad adottare. Tra queste, condivido l’uso del green pass per determinate categorie, come la scuola, o per determinate situazioni, come i ristoranti.” Lo dichiara Cesare Damiano, già ministro del Lavoro e consigliere Inail. “Queste misure di compromesso – continua – ovviamente, non sono prive di contraddizioni. Quello che non si può fare, però, è dire no a tutto, obbligo e green pass, perché la salute pubblica va tutelata. Per il mondo del lavoro avrei due suggerimenti: compiere un passo avanti con la vaccinazione obbligatoria per chi svolge una attività a contatto con il pubblico; prendere decisioni razionali circa l’uso del green pass nelle aziende: cosa che non sta avvenendo. Se i Protocolli dell’aprile 2020 stipulati dalle parti sociali, che hanno assunto la forza di legge, valgono per l’intero perimetro aziendale, in esso sono comprese tutte le attività e gli spazi comuni: uffici, officine, spogliatoi, bagni, aree relax e mense. Perché equiparare queste ultime ai ristoranti aperti al pubblico? La richiesta di green pass per l’accesso ai locali mensa, protetti, sanificati e distanziati come il resto dei locali aziendali, a lavoratori che gia’ convivono in turni di otto ore, è una sciocchezza irrazionale”. “Piuttosto, si abbia il coraggio di imporre, legittimamente per legge, l’obbligo vaccinale a tutti i lavoratori, come gia’ fatto per quelli operanti in sanità. Procedere a zig zag non aiuta la buona causa della lotta alla pandemia”, conclude. (AGI)





