Occorre decidere al più presto di erogare risorse fresche e aggiuntive che siano il frutto di una grande concertazione”. Torno ad invocare unintervento del governo sul versante degli aiuti ai lavoratori, soprattutto quelli più a rischio. “Da tempo sosteniamo che per fronteggiare questa crisi occorre agire su tre fattori: reddito, ammortizzatori sociali e impresa. Il governo ha già fatto tanto per banche e imprese, mentre sono mancati interventi sui redditi medio-bassi e sugli ammortizzatori sociali. In particolare, occorre agire su chi un lavoro stabile non ce l’ha e non può godere del sistema di sussidi tradizionali, come la cassa integrazione. Per creare un sistema di ammortizzatori sociali anche per i lavoratori precari servono 2 miliardi su base annua, che corrispondono a meno di un punto di Pil. In questo senso, le prime mosse che il governo ha messo in campo a inizio legislatura non sono state molto lungimiranti. Hanno buttato 3 miliardi per togliere l’Ici a chi non avrebbe avuto nessun problema a pagarlo, sottraendo così risorse da redistribuire. Sacconi ha avuto la pensata di detassare gli straordinari e Brunetta quella di non rinnovare il contratto ai precari del pubblico impiego.
Il risultato? Che un padre lavora più ore al giorno per mantenere il figlio disoccupato.





