Il dossier segnala che c’e’ un tasso di disoccupazione ufficiale all’11,9 per cento nei primi mesi del 2013, tre punti in piu’ rispetto all’8,7 del 2010,l’annus horribilis che aveva bruciato il precedente record negativo del 2004, con una previsione di aumento al 12,4 per cento nel 2014. Oltre un milione di licenziamenti nel solo 2012,il 14 per cento in piu’ rispetto all’anno precedente. Una cassa integrazione che alla fine dello scorso anno ha raggiunto il miliardo e 90 milioni di ore autorizzate, dopo il miliardo e 200 milioni del 2010 e i 973 milioni del 2011 mentre, secondo i calcoli della Cgil, i lavoratori equivalenti in ‘cassa’ a zero ore, nei primi 5 mesi del 2013, erano 524 mila, con un taglio del reddito di circa 1 miliardo e 750 milioni di euro netti, cioe’ 3300 euro netti per ogni singolo lavoratore, dopo gli 8000 euro persi l’anno prima ( naturalmente il numero dei lavoratori coinvolti e’ molto superiore perche’ il periodo di cassa integrazione non e’ detto, come nota il dossier, che corisponda ad un anno intero). E da ultimo un potere di acquisto delle famiglie che, tra il 2008 e il 2011, si e’ ridotto del 5,2 per cento. C’e’ nel dossier, curato dalla Associazione Lavoro&Welfare, un dato che piu’ degli altri mette a fuoco la gravita’ della situazione: negli ultimi 4 anni l’occupazione in Italia e’ scesa, in valori assoluti, da 23 milioni e 376mila a 22 milioni e 919mila unita’. Un calo di 465mila lavoratori, che rappresenta il 2 per cento. E le previsione non promettono nulla di buono per quest’anno a meno che non vengano messe ”finalmente in campo serie politiche di sviluppo.





