ItaliaLavoro per la lotta alla mafia

Abbiamo ricevuto da ItaliaLavoro e volentieri pubblichiamo:

 

ridim-italialavoroItaliaLavoro, l’Agenzia tecnica  strumentale del Ministero del lavoro che promuove e gestisce le  politiche del lavoro, da diversi anni è impegnata nella promozione del lavoro attraverso la valorizzazione dei beni confiscati alla mafia. Si tratta di un percorso che ItaliaLavoro ha cominciato circa  otto anni fa con singole azioni  che avevano l’obbiettivo di far nascere cooperative in grado di rendere produttivi alcuni beni immobili confiscati. Percorso che è continuato con la decisione di intervenire direttamente sulle aziende confiscate alla mafia con un progetto teso  a salvaguardare l’occupazione su queste aziende.

Passaggio chiave di questo intervento sulle aziende confiscate, e in generale sui beni immobili che in qualche modo potessero avere una vocazione produttiva, è stato un protocollo d’intesa promosso dal Ministero del Lavoro e  firmato il 10 maggio 2007 tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero dell’Economia e della Finanze, l’Agenzia del Demanio e ItaliaLavoro che prevede una serie di azioni coordinate e dirette appunto sui beni aziendali e sui beni immobili a vocazione produttiva. Si è formato così tra la linea d’intervento Beni confiscati  di ItaliaLavoro e la Direzione Generale Area Beni e Veicoli Confiscati dell’Agenzia del Demanio un  tavolo tecnico permanente di lavoro che coordina le azioni sulle diverse aziende e sui beni immobili che possono essere utilizzati a fini produttivi.

Ma non si è trattato di un tavolo formale quanto piuttosto di una modalità di lavoro condivisa, che a sua volta ha saputo coinvolgere positivamente molte altre istituzioni sia a livello nazionale che nei territori, dalle Prefetture alle organizzazioni di categoria e sindacali attraverso la creazione di governance territoriali e dove ognuno a partire dalla proprie specificità e competenze ha contribuito a raggiungere l’obbiettivo comune. Un modo di lavorare sorprendente per enti ed istituzioni che molti considerano pachidermiche, per dimensioni e velocità di reazione ai problemi. Dal maggio del 2007 ad oggi, sono numerosi i casi di aziende confiscate trattate dal tavolo ItaliaLavoro e Agenzia del Demanio in varie parti di Italia; portando queste aziende verso un destino di ricollocazione sul mercato e/o di acquisizione da parte di privati o di cooperative fatte dagli stessi lavoratori. Si sono già  state costituite due cooperative di lavoratori una sulla calcestruzzi in Sicilia e una nel campo automobilistico in Calabria e in un  gruppo di 4 aziende nel settore trasporti sono stati assunti ex novo  circa 25 lavoratori presi dalle liste di mobilità.. Questo progetto di Italialavoro sui beni confiscati rappresenta quindi oggi una classica buona prassi dove l’ente pubblico si assume in modo costruttivo e propositivo la gestione, o la cogestione in questo caso, di un problema e la affronta a partire dallo specifico delle sue competenze ma in modo sinergico con gli altri enti preposti.  Ci si può augurare quindi che questa iniziativa di ItaliaLavoro cresca ulteriormente andando ad aumentare l’impegno complessivo dello Stato sul tema complesso ma fondamentale del riutilizzo dei beni confiscati alle mafie.