Le mosse di Sergio Marchionne sono “positive”, ma è “preoccupante l’inazione del Governo” di fronte ai rischi di ridimensionamento degli stabilimenti italiani. La partecipazione come Partito democratico alla manifestazione indetta domani a Torino da Fim, Fiom, Ulim e Fismic, sottolinea la nostra scelta di stare a fianco dei lavoratori nelle battaglie per il lavoro.Valutiamo in modo positivo l`azione intrapresa dall`ad di Fiat, Sergio Marchionne, che ha consentito di aprire la strada ad alleanze internazionali che possono garantire un futuro di sviluppo e di occupazione. Quello che ci preoccupa è il diverso comportamento del nostro Governo rispetto a quello americano e a quello tedesco. Da noi non è stato ancora possibile sedersi a un tavolo di confronto tra Governo, Fiat e sindacato. Negli Stati Uniti e in Germania, i governi nazionali e locali sono stati attivi e protagonisti nella definizione dell`accordo e il coinvolgimento dei sindacati è stato fondamentale. Vorremmo che la stessa situazione si creasse anche da noi: stiamo ancora aspettando di conoscere i termini delle intese e le loro ricadute produttive e occupazionali in Italia. Non vorremmo che il nostro paese fosse penalizzato dall`inazione del Governo o da scelte di ridimensionamento: l`Italia deve rimanere strategica nel futuro della Fiat.
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Crisi: il governo e’ fermo al palo, servono atti concreti
Di fronte alla crisi economica il governo “e’ fermo al palo” e non riesce a mettere in campo misure concrete di cambiamento di rotta. Il bollettino economico della Banca d’Italia fornisce un’utile analisi della situazione” economica del paese. Il punto essenziale e’ costituito dal fatto che, nonostante il calo dell’inflazione, non ci sia una corrispondente crescita dei consumi.
Si tratta di un fenomeno dovuto al permanere dell’incertezza delle famiglie circa la stabilita’ del lavoro. Infatti, l’aspettativa di un aumento della disoccupazione e’cresciuta del 45% nella percezione delle famiglie. Per questo e’necessario che il governo, che e’ ancora fermo al palo, dia segnali immediati e concreti di cambiamento di rotta e non soltanto promesse.
Per tutelare l’occupazione, sarebbe necessario raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria, portandola dagli attuali 12 mesi a 24. Questa misura, che il Partito Democratico chiede con insistenza, troverebbe un’ampia convergenza politica e una condivisione delle forze sociali che rappresentano il lavoro e l’impresa.





