Sono particolarmente soddisfatto.
E’ stato un lavoro tenace, silenzioso. Dopo vari tentativi andati a vuoto negli anni passati, il Governo ha varato la disciplina sui lavori usuranti, in attuazione del Protocollo del Welfare, ora legge 247/07.
A essere interessati sono quattro categorie: i lavoratori individuati dal decreto Salvi, i lavoratori notturni, quelli addetti alla catena di montaggio e i conducenti di veicoli con capienza non inferiore ai nove posti.
Per quanto riguarda i lavoratori notturni è stato messo a punto “un sistema di scaglioni: lo ‘sconto’ per andare in pensione è di un anno per chi lavora tra le 64 e le 71 notti; di due anni per chi lavora tra le 72 e le 77 notti; di tre anni per chi supera le 77 notti all’anno”.
Il beneficio interessa precisamente le seguenti categorie di lavoratori:
- lavoratori impegnati in mansioni particolarmente usuranti come da decreto Salvi (lavori in galleria, cave o miniere, in cassoni ad aria compressa, lavori svolti da palombari, lavori ad alte temperature, lavori di asportazione dell’amianto ecc.);
- lavoratori notturni 1) lavoratori impegnati in lavori a turni 2) lavoratori impegnati per l’intero anno lavorativo;
- lavoratori addetti alle linee a catena;
- conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.
I lavoratori interessati conseguiranno il diritto al trattamento pensionistico con un’età anagrafica inferiore di tre anni. I lavoratori impegnati in lavori a turni conseguono il diritto al trattamento pensionistico con un anticipo di:
· dodici mesi per coloro che svolgono l’attività lavorativa nel periodo notturno per un numero di giorni all’anno compreso tra 64 e 71;
· ventiquattro mesi per coloro che svolgono l’attività lavorativa nel periodo notturno per un numero di giorni all’anno compreso tra 72 e 77;
· trentasei mesi per coloro che superano 77 giorni l’anno.
Per ottenere il beneficio, che parte dal 1 luglio 2009, occorre presentare idonea documentazione. Il decreto sui lavori usuranti, che ora va all’esame delle Commissioni Lavoro delle Camere, completa l’operazione di superamento del cosiddetto “scalone”, concordata dal Governo con le organizzazioni sindacali. Due miliardi e mezzo in dieci anni per una platea che le prime stime cifrano intorno ai 5000 lavoratori.





