Lavoro: Letta convochi parti sociali su decreto

Sono importanti gli emendamenti presentati al Senato dal Pd sul decreto Lavoro”. Lo afferma Cesare Damiano del Pd. ”Questo primo tempo dell’azione di governo – rileva – che si e’ caratterizzato sull’incentivo per l’assunzione dei giovani, puo’ essere irrobustito con alcune correzioni di merito. La prima riguarda l’ampliamento della platea degli incentivi fino all’eta’ di 35 anni; la seconda e’ un intervento a favore delle partite IVA autentiche attraverso il congelamento, per il 2014, dell’aumento dei contributi previdenziali; infine, e’ giusto chiedere gia’ adesso il rifinanziamento della Cassa Integrazione in deroga, come sollecitano le Regioni, perche’ si tratta di una vera emergenza sociale. Sul tema della flessibilita’ in entrata nel mercato del lavoro, gia’ ampiamente contenuto nel decreto, ulteriori interventi straordinari e transitori riferibili all’Expo, dovranno essere il frutto di una intesa t ”Farebbe bene Letta – conclude – a convocare nei prossimi giorni le parti sociali al fine di trovare una convergenza sui contenuti e non ledere l’autonomia della contrattazione.


Crisi: da Inps dati drammatici, subito più risorse per ammortizzatori sociali

E’ una buona notizia l’annuncio della manifestazione unitaria di Cigl, Cisl e Uil del 16 aprile davanti a Montecitorio sul tema del finanziamento della cassa integrazione in deroga. Sarà l’occasione per un incontro tra i parlamentari del Pd e i sindacati per affrontare il drammatico problema degli ammortizzatori sociali nel tempo della crisi. I dati resi noti oggi dall’Inps sulla cassa integrazione del primo trimestre 2013, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fanno segnare un +12%: un segnale drammatico che viene dall’economia reale. Sappiamo inoltre che le risorse finora stanziate dal Governo per la cassa integrazione in deroga copriranno soltanto metà del 2013: occorre quindi un altro miliardo di euro per tutelare i lavoratori per il restante semestre. Per non parlare delle risorse che serviranno per risolvere il problema dei lavoratori rimasti senza reddito a causa della riforma pensionistica Monti-Fornero, realizzata senza alcuna gradualità. Per questi occorrerà rifinanziare il fondo appositamente costituito con la legge di stabilità per tutelare altri lavoratori oltre gli attuali 130 mila salvaguardati: serviranno per questo obiettivo alcuni miliardi di euro. Bisogna pensarci per tempo.


Crisi: da Bce dati da bollettino di guerra, rinviare ammortizzatori riforma Fornero

Secondo i dati della Bce la disoccupazione dell’area euro è arrivata al 12% e ci sono 12 milioni di persone senza lavoro. Per Draghi è alto il rischio che una somma di fenomeni negativi, a partire dal calo della domanda interna, possano rinviare i timidi elementi di ripresa previsti per la fine di quest’anno. Fino a quando potremo resistere di fronte a questi continui bollettini di guerra? E’ evidente che le ragioni dell’economia reale, cioè dell’impresa e del lavoro, non possono più aspettare. Vanno presi singoli provvedimenti, anche limitati, che diano una risposta concreta alle crescenti preoccupazioni dei cittadini. Ad esempio, insistiamo sul fatto che finché dura l’attuale situazione di crisi, vengano mantenute le tutele sociali precedenti la riforma Fornero. Prendiamo il coraggio a due mani. Se c’è un rinvio della ripresa, rinviamo anche l’introduzione della nuova assicurazione sociali per l’impiego (Aspi) che diminuisce in modo significativo le tutele precedenti e ripromettiamoci di rivedere gli ammortizzatori sociali soltanto quando il paese sarà in situazione di sviluppo. Questa sarebbe una scelta di grande saggezza.


Esodati: oggi passo avanti ma resta grave situazione per chi ancora non è salvaguardato

Il parere votato all’unanimità dalla Commissione speciale a proposito dei lavoratori cosiddetti esodati chiede al governo di correggere il decreto che attua la salvaguardia dei diecimila lavoratori rimasti senza reddito individuati nella Legge di Stabilità. Infatti, il decreto non corrisponde al testo della Legge e peggiora la condizione di chi ha scelto di proseguire volontariamente il versamento dei propri contributi. Una condizione inaccettabile che il governo deve dunque correggere, rispettando in questo modo i contenuti della Legge approvata. Questo pronunciamento è sicuramente un passo avanti che non ci deve far dimenticare però la grave situazione ancora esistente per quanto riguarda le centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito a causa della riforma delle pensioni Monti-Fornero che non ha previsto alcuna gradualità. Farsi carico di questo problema vuol dire non soltanto evocarlo ma indicare e trovare le coperture finanziarie che si rendono necessarie per una sua pur graduale soluzione. Viste le bocciature del passato sull’inasprimento della tassazione dei giochi on-line e del contributo di solidarietà per i redditi superiori ai 150 mila euro, si tratta di individuare nelle nuove manovre di bilancio risorse (secondo la Ragioneria dello Stato di alcuni miliardi di euro) che possano alimentare il Fondo appositamente costituito per l’ulteriore salvaguardia dei lavoratori oltre i 130 mila già previsti.


Esodati: importante che il tema sia nell’agenda dei saggi

E’ molto importante che il senatore Bubbico abbia voluto ricordare che il tema dei cosiddetti esodati, insieme a quello gli ammortizzatori sociali, farà parte nell’incontro di domani al Quirinale della ricognizione del gruppo dei saggi incaricati di indicare un’agenda di provvedimenti di carattere economico. La questione dei lavoratori salvaguardati, con particolare riguarda all’ultima tranche delle 10 mila persone oggetto dell’ultimo decreto del governo, verrà affrontata anche dalla Commissione Speciale di Camera e Senato per evitare una penalizzazione a carico dei prosecutori volontari. Infatti, il decreto attuativo della Legge di Stabilità non rispecchia il testo della legge medesima. Questa situazione va risolta perché è inaccettabile. Come Partito democratico ribadiamo che l’errore della riforma Monti-Fornero è stata la totale mancanza di gradualità che ha lasciato senza reddito centinaia di migliaia di persone che si vanno ad aggiungere al numero purtroppo crescente dei disoccupati. A questa emergenza sociale si deve trovare una risposta.


Governo: no polemiche, da saggi risposte a paese

Anziché fare inutili polemiche, facciamo lavorare speditamente le commissioni dei saggi per trovare le risposte condivise che il paese richiede. Tra le priorità la questione sociale è decisiva: occorre tener conto che ai milioni di disoccupati si aggiungono alcune centinaia di migliaia di persone rimaste senza reddito a seguito degli errori della riforma delle pensioni Monti-Fornero. A questi lavoratori va data una risposta immediata: la commissione dei saggi che si occupa dei temi economico-sociali deve tenerlo ben presente.


Fiat: serve accordo su rappresentanza sindacale

La vicenda della Fiat di Pomigliano testimonia la necessità di regolamentare il tema della rappresentanza e della rappresentatività del sindacato.
La via giudiziaria interviene di fronte a carenze legislative o alla difficile esigibilità degli accordi tra le parti sociali, ma non è la soluzione del problema.
Sarebbe preferibile un intervento legislativo. Ad esempio, a correzione dell’art. 19 dello Statuto dei lavoratori, compromesso dall’esito parzialmente abrogativo del referendum del 1995, al fine di ripristinare la formula originaria che consentiva a tutte le organizzazioni sindacali, nazionalmente rappresentative, di avere la piena agibilità nei luoghi di lavoro. Ma, ancor meglio sarebbe definire un nuovo accordo di regolazione della rappresentanza nei luoghi di lavoro che venga stipulato unitariamente dalle organizzazioni sindacali che hanno la forza, la competenza e l’autorevolezza per risolvere questi problemi. Del resto, l’accordo interconfederale sottoscritto nel giugno del 2011 da Cgil Cisl e Uil e Confindustria su materie sindacali delicate e dirimenti (rappresentatività, livelli contrattuali, relazioni industriali, ecc) è la testimonianza della possibilità di conseguire un positivo risultato.