Spero che non sia detta l’ultima parola. La posta in gioco e’ troppo importante, a partire dal destino di decine di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. Il nostro auspicio e’ che le parti interessate non rinuncino a continuare il confronto cercando possibili soluzioni conclusive. Qualora cio’ non fosse possibile e’ necessario individuare soluzioni alternative che evitino il fallimento. Purtroppo l’esecutivo ha grandi responsabilita’ su quanto sta avvenendo. Da settimane alcuni ministri del governo si sono impegnati a fondo per indicare al paese, preventivamente, i responsabili di un eventuale fallimento. In un primo tempo il sindacato e poi alternativamente la Cgil o i piloti e infine, per bocca del presidente del Consiglio, la sinistra. Si e’ seguito in questo modo una logica devastante: il risultato e’ merito mio, l’insuccesso e’ colpa tua. Nel corso della trattativa si e’ volutamente ricercata la divisione del sindacato caricando di significati politici un negoziato che doveva e deve avere contenuti e soluzioni ritagliati per l’azienda e i suoi lavoratori. Il presidente del consiglio stesso, che chiede a tutti senso di responsabilita’, dovrebbe domandarsi se e’ stato responsabile il suo contributo decisivo al fallimento della precedente trattativa con Air France.





