L’italianità di Alitalia funziona solo in campagna elettorale

alitaliaL’italianità di Alitalia funziona in campagna elettorale ma fa pagare un sacco di soldi ai contribuenti italiani”. Punto il dito contro la strategia messa in campo dal governo Berlusconi sulla questione della compagnia aerea nazionale. Strategia che oggi sta portando ad una situazione controversa all’interno della stessa maggioranza. “Nel centrodestra ci sono evidenti tensioni e interessi politici differenti. In particolare, il problema del dualismo tra Malpensa e Fiumicino era stato messo sotto il tappeto ed ora sta tornando a galla. Di sicuro non è un problema che abbiamo creato noi.


Governo a singhiozzo su Alitalia e sulla tutela dei lavoratori

alitaliaIl governo si contraddice sulle tutele per i lavoratori delle aziende dismesse e, con un emendamento al decreto infrastrutture approvato al Senato, danneggia quelli di Alitalia. Il governo anziche’ presentare un piano organico e straordinario di tutele sociali di fronte alla profondita’ della crisi, si muove a singhiozzo, con misure che da una Camera all’altra non reggono il principio di non contraddizione. Infatti, mentre il ministro Sacconi, finalmente, annuncia di voler dare maggiori risorse per gli ammortizzatori sociali, dall’altra parte esponenti della maggioranza, al Senato, cancellano con un emendamento le tutele dei lavoratori di rami di grandi aziende in crisi che vengono dismesse impedendo cosi’ il loro riassorbimento nelle nuove imprese. E’ una misura grave che segna l’ennesima scelta ai danni dei lavoratori, contribuendo a rendere ancora piu’ difficile la vicenda Alitalia.

Va ricordato che il primo stanziamento per le casse integrazioni era addirittura inferiore di 20 milioni di euro rispetto a quanto previsto lo scorso anno dal governo Prodi, in un momento nel quale la Cig era in calo. Adesso il governo e’ corso ai ripari aggiungendo, di fronte alle richieste dell’opposizione, 150 milioni per le tutele sociali che, pero’, non saranno sufficienti per affrontare la gravita’ della situazione, soprattutto se si vogliono tutelare, come noi chiediamo, anche i lavoratori precari.


5 risposte da Cesare Damiano

5 Risposte da Cesare Damiano, da l’Unità di oggi 13 novembre 2008, p. 22 (anche in Rassegna Stampa)

 

1 – Protesta dei Cub

Dichiarare improvvisamente l’astensione dal lavoro vuoi dire spuntare la stessa arma dello sciopero, isolare i lavoratori dall’opinione pubblica – primo alleato nelle lotte sindacali – e sottoporli al rischio di sanzioni.

 

2 – Sciopero bianco

Quella dei piloti Alitalia è una lotta non dichiarata. Attenersi al solo rispetto delle regole formali rende impossibile l’attività di qualunque impresa. E una protesta che ha ripercussioni troppo pesanti sugli utenti.

 

3 – Attacco di Sacconi

Il governo non utilizzi forme di lotta sbagliate per mettere in discussione il diritto, costituzionalmente garantito, allo sciopero. Che però quando è selvaggio, rischia di creare terreno fertile per un giro di vite sulle leggi che lo regolano.

 

4 – Nuove norme

Ad ogni modo rivedere il diritto allo sciopero nei servizi impone un confronto coi sindacati, e non può essere un atto unilaterale da parte

 

5 – Soluzioni

Letta richiami i sindacati e faccia chiarezza sui criteri di assunzione sugli ammortizzatori sociali. Senza dimenticare i precari.


ALITALIA:BISOGNA CERCARE ANCORA SOLUZIONI.MA IL GOVERNO HA COLPE GRANDI

Spero che non sia detta l’ultima parola. La posta in gioco e’ troppo importante, a partire dal destino di decine di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie. Il nostro auspicio e’ che le parti interessate non rinuncino a continuare il confronto cercando possibili soluzioni conclusive. Qualora cio’ non fosse possibile e’ necessario individuare soluzioni alternative che evitino il fallimento. Purtroppo l’esecutivo ha grandi responsabilita’ su quanto sta avvenendo. Continua a leggere



ALITALIA: NONOSTANTE GLI ERRORI DEL GOVERNO,SPERIAMO NELL’INTESA

Naturalmente ci auguriamo che si giunga ad un accordo, nonostante gli errori commessi dal governo. Come si vede, la trattativa continua al di la’ degli ultimatum e degli aut aut del governo. L’esibizione muscolare di alcuni ministri avvenuta nei giorni scorsi, che aveva lo scopo di scaricare preventivamente le responsabilita’ di un eventuale fallimento sulla sinistra e sul sindacato, lascia ora il passo ad un piu’ ragionevole confronto che deve chiarire contenuti del piano industriale, garanzie occupazionali e assetti contrattuali. Continua a leggere