La prima cosa da fare per le pensioni e’ di adeguarle all’andamento del costo della vita,istituendo subito il tavolo di concertazione con i sindacati dei pensionati previsto dal protocollo del 23 luglio del 2007 che e’ stato definito da un apposito decreto del governo Prodi. Perche’ l’esecutivo non ha ancora provveduto?Inoltre, prima di ipotizzare una parita’ formale tra uomini e donne per quanto riguarda l’eta’ pensionabile di vecchiaia, sarebbe opportuno realizzare una parita’ sostanziale: rendere fruibili i congedi parentali e di cura per uomini e donne e considerarli, con la contribuzione figurativa, utili per conseguire la pensione; dotare il paese di infrastrutture sociali, come gli asili nidi, che consentano soprattutto alle donne di realizzare una carriera professionale. Innanzitutto si tratta di applicare integralmente le riforme gia’ esistenti e di ripristinare l’uscita flessibile verso la pensione abolita dal precedente governo Berlusconi, considerando il progressivo innalzamento dell’eta’ pensionabile di anzianita’ che, dal primo gennaio 2013, avra’ come requisito minimo il versamento di 35 anni di contributi e i 61 anni di età.





