La prima cosa da fare per le pensioni e’ di adeguarle all’andamento del costo della vita,istituendo subito il tavolo di concertazione con i sindacati dei pensionati previsto dal protocollo del 23 luglio del 2007 che e’ stato definito da un apposito decreto del governo Prodi. Perche’ l’esecutivo non ha ancora provveduto?Inoltre, prima di ipotizzare una parita’ formale tra uomini e donne per quanto riguarda l’eta’ pensionabile di vecchiaia, sarebbe opportuno realizzare una parita’ sostanziale: rendere fruibili i congedi parentali e di cura per uomini e donne e considerarli, con la contribuzione figurativa, utili per conseguire la pensione; dotare il paese di infrastrutture sociali, come gli asili nidi, che consentano soprattutto alle donne di realizzare una carriera professionale. Innanzitutto si tratta di applicare integralmente le riforme gia’ esistenti e di ripristinare l’uscita flessibile verso la pensione abolita dal precedente governo Berlusconi, considerando il progressivo innalzamento dell’eta’ pensionabile di anzianita’ che, dal primo gennaio 2013, avra’ come requisito minimo il versamento di 35 anni di contributi e i 61 anni di età.
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Interrogazione dell’europarlamentare Donata Gottardi sulla consigliera nazionale di parità
Abbiamo ricevuto e volentieri pubblichiamo l’interrogazione presentata da Donata Gottardi al Parlamento Europeo a favore di Fausta Guarriello, per la quale il Ministro del Lavoro ha avviato un procedimento per la “verifica dei presupposti” che le revocherebbero l’incarico.
Con la presente interrogazione si intende portare all’attenzione della Commissione europea l’iniziativa del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali del Governo italiano, il quale il 13 ottobre u.s. ha avviato un procedimento di spoil system, secondo la l. 15/7/2002 n. 145 (articolo 6 che detta norme in materia di incarichi presso enti, società ed agenzie), per la “verifica dei presupposti “ della nomina della Consigliera Nazionale di Parità, la prof.ssa Fausta Guarriello, effettuata con decreto del 22 gennaio 2008.
Tale iniziativa appare infondata, in quanto la Consigliera di Parità è nominata per legge a seguito di valutazione di merito sulla competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, parità e mercato del lavoro, ed è quindi svincolata da considerazioni di carattere politico, ha un mandato di durata triennale non soggetto a revoca o decadenza in caso di ricambio governativo.
Si tratta di una figura con funzioni di controllo delle discriminazioni e di promozione del principio di eguaglianza tra uomo e donna, sancito dai Trattati europei e dalla Costituzione italiana. Il compito assegnato di tutela di interessi di natura individuale e collettiva è definito funzionalmente autonomo dalla legislazione nazionale e dalle Direttive europee 2002/73/CE e 2006/54/CE.
Sarebbe gravissimo se questo Equality Body indipendente, tenuto ad esercitare il proprio controllo in maniera imparziale, fosse sottoposto al controllo governativo: perderebbe la sua indipendenza e il suo carattere di terzietà, non sarebbe più in grado di tutelare le persone discriminate nel lavoro e nella formazione in ragione del genere.
Non ritiene la Commissione europea che il procedimento di spoil system avviato dal Ministero del Lavoro del Governo italiano nei confronti della Consigliera Nazionale di Parità costituisca una violazione del principio dell’indipendenza degli Organismi di parità statuito dall’articolo 20 della direttiva 2006/54/CE ?
Non ritiene la Commissione che questo costituirebbe un precedente gravissimo: possono le istituzioni di parità essere sottoposte a spoil system?






