Roma, 16 giu. – Il decreto correttivo del testo unico sulla sicurezza “va corretto”, mantenendo “l’impianto sostanziale” del provvedimento, l’81/2008 approvato dal precedente governo. La richiesta del Pd e’ ribadita a pochi giorni dal parere che le commissioni Lavoro e Affari sociali di Montecitorio esprimeranno martedi’. In particolare e’ in base alle “perplessita’” emerse in sede di audizioni che il Pd spera di poter incidere nel parere al testo elaborato da Sacconi. In conferenza stampa alla Camera, i membri Pd nelle commissioni competenti Antonio Bocuzzi e Amalia Schirru (Lavoro), Luciana Pedoto (Affari sociali) e il responsabile Lavoro, Cesare Damiano, padre del testo unico, illustrano le richieste di modifica su stanno ragionamento insieme al relatore Giuliano Cazzola. Sul fronte sanitario, Pedoto individua tre punti deboli. “Erano previsti 250 mila interventi ispettivi all’anno, ora ridotti del 17%. Poi vogliamo aumentare i controlli sanitari per i lavoratori a rischio e, infine, tutte le attivita’ riabilitative siano effettuate sulla base degli standard delle Asl. Boccuzzi rileva che nei 136 articoli su cui interviene il governo (sui totali 306) si interviene sul sistema delle sanzioni, ma anche “ci sono modifiche di sostanza al codice civile, penale e Statuto dei lavoratori”. Damiano richiama le criticita’ contenute in particolare negli articoli 10 bis e 2 bis: nel primo c’e’ la cosiddetta ‘salvamanager’ su cui il governo ha gia’ assicurato correzioni, il secondo riguarda la “presunzione di conformita’” che non puo’ essere affidata per i democratici a enti bilaterali o universita’. Il Pd non vuole poi “lo svilimento dell’importanza del documento di rischio che non e’ un atto formale; ci preoccupa- osserva l’ex ministro- la derubricazione dall’arresto alle sanzioni pecuniarie senza che questo includa un cambio dei comportamenti. E poi la diminuzione delle sanzioni per i datori di lavori e l’aumento per quelle dei lavoratori e’ profondamente iniquo”. Sul 10 bis, il Pd chiede di inserire un riferimento alle norme europee: “Gli obblighi dei lavoratori che ci sono- spiega Damiano – non devono intaccare quelli dei datori di lavoro”.





